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Bomba a Brindisi

Brescia 19 - MAGGIO - 2012

Siamo tutti scesi in piazza per mostrare sdegno ribrezzo per il vile atto di violenza che si è consumato questa mattina a Brindisi. Ci sentiamo feriti nel profondo e il nostro pensiero non può che andare alla famiglia di Melissa Bassi, vittima innocente di demoni senza coscienza.
Siamo pronti a lottare contro queste “persone” che per proteggere le loro ideologie o i loro traffici ricorrono al metodo Pablo Escobar.
Ci dicono che è stato fatto molto contro la mafia, la camorra o altre organizzazioni terroristiche, ebbene diciamo non è stato fatto abbastanza. Servono pene esemplari di anni di carcere anche solo per i galoppini o i pesci piccoli di queste organizzazioni.
Come è possibile combatterli se questa manovalanza una volta presa per reati minori, ma a stampo mafioso. continua ad essere in libertà per colpa di un codice penale troppo blando per questa tipologia di reati distruttivi per la società intera.
Vogliamo una giustizia snella veloce che si applichi con rigore, fermezza e stabilisca pene certe, per non setire più che tuo figlio ha peso la vita  mentre stava andando a scuola.


Aureliano Antonini Coordinatore cittadino PSI

 

Comunicato stampa di MARIA CIPRIANO Segretario Provinciale PSI. Leggi

 

La federazione Giovani Socialisti di Brescia esprime profondo cordoglio e condanna fortemente i fatti che hanno insanguinato questa mattina Brindisi. Auspichiamo la cattura e la punizione esemplare tanto dei colpevoli, quanto dei mandanti, riconoscendo una gravità inaudita persino secondo il metro di giudizio di un vero e proprio atto di terrorismo contro lo Stato.

Segretario Giovani Socialisti Brescia

 

 

ECCO I BRESCIANI RIUNITI  IN PIAZZA LOGGIA.

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Hanno partecipato:

Libera Bresciai Democratici Città di Brescia
Libertà e Giustizia Brescia
Rete Antimafia Brescia
Giovani Democratici Provincia di Brescia
StudentiPer
ProssimaBrescia
SEL Giovani Brescia
PD Città di Brescia
Circolo PD Brescia Ovest
Circolo PD Brescia Nord
Circolo PD Brescia Est
Circolo PD Brescia Sud
Circolo PD Brescia Centro
API- Alleanza Per l'Italia Brescia
Associazione Pakistana per l'integrazione
Circolo PD Iseo
SEL Brescia
CGIL Camera del Lavoro
Orlando Arcigay Brescia
FIAB - Amici della Bici Brescia
Coordinamento Donne ACLI Brescia
Circolo PD Castegnato
Circolo PD Rezzato
Paciclica Brescia
Brescia Per Passione
Circolo PD San Zeno Naviglio
Giovani ACLI Brescia
PSI Brescia
IDV Brescia
Generazione Futuro Brescia
MoVimento 5 stelle Brescia
FLI Brescia
Legambiente Brescia

 

INIZIATIVE ARCIGAY DI BRESCIA

IL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO FEDERAZIONE DI BRESCIA ADERISCE ALLE INIZIATIVE PROMOSSE DAL COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY DI BRESCIA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA .

Leggi tutto il comunicato stampa.

 

Vittoria di Hollande

La vittoria di Hollande è una vittoria per la Francia , per l’Europa , per l’Italia

Essa può segnare l’inizio di una stagione nuova nella quale il Partito Socialista Europeo svolgerà un ruolo da protagonista .

Il socialismo europeo non è un cane morto, come  è stato annunciato per anni dai profeti di sventura.
Il socialismo europeo è vitale e vince; vince clamorosamente contro l’apice della destra e del conservatorismo francese.
Raggiunge il traguardo perché portatore di novità  nella conduzione dell’economia  e dei rapporti delle varie nazioni con l’Europa.  Vince perché contrasta l’egoismo della destra tedesca, il suo assurdo rigorismo e le sue ricette recessive.

La campagna elettorale e la vittoria di Francois  Hollande serva da esempio per tutte le forze progressiste europee e particolarmente per i partiti che si ispirano alla socialdemocrazia.
Anche in Italia ci si è resi conto del parziale fallimento delle politiche economiche di assoluto rigore che innescano la spirale recessiva e inseriscono nel tessuto politico del nostro paese fenomeni inquietanti .
Il Partito socialista e la sinistra devono prepararsi ad una campagna elettorale nazionale  prossima  con programma e indicazioni precise afferenti la crescita economica e l’assoluto obiettivo della  consistente diminuzione della disoccupazione giovanile e non .
Il Partito Socialista Italiano non può che guardare a questa vittoria come ad un vento di speranza che scuote l’Europa e si sente protagonista in pieno di questa fase di rinnovamento della politica italiana ed europea.

Maria Cipriano
Segretaria Provinciale PSI  Brescia

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Parcheggio Castello, il sindaco risponda

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«Il sindaco ascolti le rimostranze di chi si oppone al parcheggio sotto il castello». L´appello arriva dai promotori del comitato «Rispettiamo il Cidneo» - a cui aderiscono Psi, Pd, Idv e Federazione dei verdi - che stanno aspettando che Adriano Paroli e la sua giunta rispondano alla petizione protocollata dagli uffici comunali il 14 dicembre. Secondo il regolamento, ha spiegato il coordinatore del circolo Pd Brescia centro, Fabio Negrini, «la petizione dovrebbe essere prima esaminata dalla commissione di competenza, e poi discussa in Consiglio comunale entro 60 giorni dalla presentazione: sono passati più di tre mesi, ma non ci è giunta nessuna comunicazione dal Comune».
LE FIRME RACCOLTE dal comitato sono 901, anche se i promotori sostengono che «avrebbero superato il migliaio, ma le prime sono state raccolte senza registrare un documento d´identità, mentre molti avrebbero voluto firmare ma non erano residenti a Brescia»; e visto che il regolamento comunale prevede la residenza in città per chi firma petizioni di questo tipo, il comitato ha dovuto escludere i non residenti dalla lista. Ma al di là dei numeri, quello che ha infastidito maggiormente è «la brutta abitudine di non rispondere ai cittadini - ha sostenuto il segretario cittadino del Pd, Giorgio De Martin -: così l´amministrazione si disinteressa delle regole che si è data».
Oltre alle questioni più tecniche, il comitato ha ribadito la sua contrarietà ad un progetto «costoso, inutile e dannoso per la metropolitana: i soldi andrebbero spesi per riqualificare il Castello», ha evidenziato Maria Cipriano, segretaria provinciale del Psi, mentre il consigliere provinciale dell´Idv Francesco Patitucci ha ammonito la giunta riguardo allo «smembramento del colle Cidneo, perché non si sa cosa si può trovare scavando. L´Amministrazione ha dimostrato anche nel Pgt di non tener conto delle esigenze dei cittadini». «Paroli dice che il parcheggio sarà un nuovo modo per vivere la città, ma è assurdo - ha sostenuto Marzio Tomasini dei Verdi -: non serve perché già ne esistono molti. Ed è sbagliato dire che si ripagherà da solo, perché un mutuo graverà per 25 anni sulle spalle di Brescia mobilità».
IN ATTESA della risposta del Comune, oggi andrà in scena la biciclettata contro il parcheggio sotto il Cidneo, organizzata dal comitato che vede l´adesione di numerose associazioni, unite nell´opposizione al progetto. La partenza è fissata alle 17 in largo Formentone, mentre l´arrivo sarà all´entrata della galleria Tito Speri. Qui si terrà un flash mob, con un´occupazione simbolica della galleria.

Leggi da Brescia Today

Leggi il Volantino


 

IL FURTO di A2A ai cittadini bresciani

In questi giorni, nella nostra città, in previsione dei bilanci e delle prossime nomine del sindaco nei vari organismi della partecipata, si è aperto, dopo un periodo di silenzio forse lungo, un dibattito sul futuro di quest’azienda strategica e importante. Un’azienda nata nel 1906 ( giunta Orefici ) con uno scopo preciso: fornire alla cittadinanza servizi con continuità, sicurezza e costi controllati e che, nel secondo dopoguerra, si caratterizza per una notevole creatività con la realizzazione del teleriscaldamento, della centrale a carbone, del termovalorizzatore. Dunque una politica comunale attenta alle esigenze dei cittadini, un consiglio di amministrazione legato al territorio e un management aggiornato e proteso verso miglioramenti. Conosciamo la storia e i passaggi che hanno portato, con la giunta Corsini, all’unificazione con AEM milanese.
Fu deciso, tra le varie cose che gli organismi decisionali della società fossero due: il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione.

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Clicca qui per l'articolo su qui Brescia.

 

Lega e manette

E ORA COME LA METTIAMO CON L'ESPOSIZIONE DEI CAPPI E CON IL TEOREMA SECONDO IL QUALE "IL SEGRETARIO DI UN PARTITO NON PUO' NON SAPERE ?"

 

Il presidente del Consiglio regionale lombardo (Lega Nord) indagato per presunte tangenti

Ancora una volta la bufera giudiziaria si addensa sul governo regionale della Lombardia. Questa volta si tratta del presidente del Consiglio regionale Davide Boni, esponente della Lega Nord, che abbiamo visto più volte in televisione e sui media strombazzare sulla probità del suo partito e sulla difesa dei lombardi che esso compie. Addirittura esclamava costui che i lombardi erano stufi di ricevere la spazzatura di Napoli.
I lombardi sono sicuramente stufi e sconcertati dai ripetuti episodi di corruzione che si sono manifestati nella Regione Lombardia e che hanno toccato anche l’opposizione.
Abbiamo avuto occasione di rilevare come questo sfacelo delle istituzioni sia derivato anche da un potere ininterrotto, senza controlli, giacché anche l’opposizione non compie il suo dovere, e senza alternativa.
Sicuramente Formigoni vorrà stare aggrappato al suo seggio ancora per qualche tempo, attendendo che siano convocati i comizi elettorali nazionali per trasferire il suo apparato di potere corrotto e corruttore da Milano alla capitale.
Dal canto nostro non possiamo che augurargli che il suo piano fallisca e che il potere oscuro che ha il suo epicentro nella Compagnia delle Opere si sgretoli.
Il Partito Socialista Italiano non è più presente nel Consiglio regionale lombardo dal 2000. Ha giovato quest’assenza al buon nome e a buon funzionamento dell’istituzione? Possiamo asserire di no.
Qualche allucinato sventolerà il cappio anche nell’aula del Pirellone? Non è nel nostro stile, ma la storia talvolta si vendica e la verità viene a galla anche se sepolta da molti strati di menzogne.

 

( Segreteria  Regionale PSI Lombardiai )

 

Maria Cipriano sulla strage a San Polo

Riportiamo i link per ascoltare Maria Cipriano intervistata da Bresciaoggi.

Intervista 1

Intervista 2

Leggi l'articolo dal Bresciaoggi

Leggi l'articolo dal Giornale di Brescia

 

Non solo Articolo diciotto

Meraviglioso incontro sull’articolo 18 dove si è dato risposta ad una infinità di domande.
Riportiamo la versione video integrale dell’incontro e i commenti dei giornali.

 

 

Leggi articolo dal Giornale di Brescia.

 

NO A IMPOSIZIONI SU OCCUPAZIONE E TUTELA DEL LAVORO.

Siamo perfettamente in linea con le parole del nostro segretario nazionale Riccardo Nencini, in merito alle proposte del governo monti sulla tutela del lavoro.

 

 "Non sosteniamo il governo a qualsiasi costo. Non accetteremo nessuna imposizione in tema di occupazione e tutela del  lavoro". A dirlo è Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, secondo il quale "in Italia esistono due apartheid: il primo, quello dei lavoratori con contratti atipici fissi nel precariato- aggiunge Nencini-, l'altro di chi ha dedicato vent'anni della propria vita allo studio senza entrare nel mercato del lavoro. Queste sono le priorità. Nessuna riforma - continua il Segretario- è possibile se Monti non affronta queste due emergenze. Entrambe vanno trattate secondo esperienze maturate nelle socialdemocrazie nordiche, i modelli più efficaci tutt'oggi in campo". "Siamo pronti a discutere con Il Pd e con il partito di Casini- conclude Nencini- un progetto che sposi queste soluzioni".

 

INVATEC ! Tutti senza lavoro e Italia in defaultt

Il nostro partito ha deciso di sostenere la causa delle lavoratrici della INVATEC, una fabbrica di Roncadelle (BS) che produce protesi cardiache dalla fine degli anni 90.
Ora questa ditta è stata acquisita dalla MEDTRONIC che vuole semplicemente liberarsi dei dipendenti, vuoi perchè alcune valvole le fa già nei suoi stabilimenti, vuoi perchè ha in programma di delocalizzare la fabbrica in Messico per ridurre i costi della manodopera.
Allegato a questo articolo troverete una breve storia della ditta e il comunicato stampa che le operaie tramite le loro sigle sindacali,  Filctem Cgil – Femca Cisl – Uilcem Uil hanno pubblicato.
La questione è importantissima poiché in gioco non ci sono solo i lavoratori della INVATEC, ma lo stesso futuro dell’Italia. La matematica non è una opinione: meno fabbriche uguale meno operai, meno operai uguale meno PIL, meno PIL uguale meno crescita, nessuna crescita uguale default.
A oggi dall’insediamento del Professor Monti non abbiamo ancora visto decisioni, decreti, leggi che possano deviare il binario Italia da un possibile fallimento, tutte le manovre sino qui fatte hanno solo rallentato la locomotiva, ma non hanno di certo portato ad uno scambio dove a destinazione ci sia una stazione Nuova Italia, ed è sicuramente applicando politiche che possano salvare il futuro degli operai come quelli della INVATEC che potremo vedere tale stazione.
Consapevoli della grave situazione economica politica e sociale che il precedente governo ha lasciato nei suoi 10 anni di immobilismo, ci rendiamo conto che non è  facile trovare in tempi brevi delle soluzioni che possano dare una nuova spinta agli ingranaggi di un sistema economico bloccato e logorato dall’incapacità delle amministrazioni passate.
Noi non imputiamo nessuna colpa all’operato dell’esecutivo del governo Monti che è stato buttato in prima linea non per scelta ma per dovere. Riteniamo che le scelte di questo governo tecnico siano una conseguenza delle insensate politiche adottate dal governo Berlusconi.

STORIA DELLA INVATEC

COMUNICATO STAMPA

 
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